Il Bastone del Comando

Ricerca Storica a cura di Eugenio Larosa, FAMALEONIS
Realizzazione Ezio Zanini, VIDUQUESTLA
Accessori Marco di Sarò, LABORTEMPORIS

Con questo premio abbiamo voluto rappresentare l'equilibrio tra forza e saggezza, onore e potere, e rievocare, tramite il simbolo del drago e della reliquia, l'eterna lotta tra il bene e il male. Il bastone è quindi non solo un trofeo, ma una testimonianza del valore e della tradizione che questa competizione intende onorare.

La scelta di conferire un bastone del comando al vincitore del TORNEOINARMATURA 2024 è un atto che mira a onorare l’uomo d’arme più meritevole, conferendogli un simbolo distintivo di comando e dignità guerresca.

Nel contesto della storia militare medievale, il bastone del comando rappresentava un'insegna di potere conferita al condottiero durante la sua investitura a comandante di un esercito. Questo emblema, spesso raffigurato nell'iconografia quattrocentesca, era un segno tangibile dell'autorità e della responsabilità militare del Capitano Generale.

Lo si può ritrovare non solo nelle rappresentazioni artistiche e monumentali, ma anche nelle statue equestri e nei monumenti funebri dei grandi condottieri del tempo, come Francesco Sforza, Bartolomeo Colleoni, Gattamelata, Niccolò III d'Este, Federico da Montefeltro, Roberto Malatesta e tanti altri.

Il bastone del comando diventa quindi non solo un attributo funzionale, ma un simbolo di status e prestigio nella gerarchia militare del periodo.


UN BASTONE PER IL TORNEO

Le forme di questo simbolo variano significativamente. La tipologia più comune è quella di una semplice verga a sezione circolare, dipinta spesso di rosso.
Tuttavia, ci siamo voluti ispirare a versioni più elaborate, arricchite da ornamenti e decorazioni, che testimoniano anche tramite la loro bellezza il livello di potere e prestigio del condottiero che lo impugna.

La base iconografica del premio è stata ispirata da un pannello di cassone fiorentino della metà del XV secolo. Quest’opera, attribuita a un ipotetico "Maestro del Cassone", rappresenta una scena di battaglia in cui un uomo d'arme impugna un bastone dorato.

Il pannello, appartenente a una collezione privata e mostrato in diverse esposizioni a partire dal 1979, offre un'importante testimonianza visiva di come il bastone del comando venisse concepito e utilizzato nell'iconografia rinascimentale.

LA COMMISSIONE E I SIMBOLI

La creazione del bastone del comando è stata affidata alla bottega di Ezio Zanini, rinomato artigiano specializzato nella lavorazione del legno, mentre per gli accessori in metallo prezioso ci siamo rivolti a Marco di Sarò dell'Atelier Labortemporis. Entrambi hanno già collaborato con successo alla realizzazione di premi per questo prestigioso evento.

Il bastone, interamente realizzato a mano, è ricco di elementi simbolici. Tra questi, spicca la decorazione con le quattro virtù che devono caratterizzare l'uomo d'arme, rappresentate attraverso immagini ispirate al Flos Duellatorum, uno dei primi trattati di scherma del XV secolo.

Un Leone che tiene un cuore sotto la sua zampa è il simbolo di AUDATIA, audacia e coraggio nel manoscritto corredato dal testo :
Piu de mi lione non porta cor ardito / Pero de bataia faço a zaschaduno inuito
(Più di me leone nessuno porta un cuore ardito / Però di battaglia faccio a ciascuno invito)
Un elefante che porta un castello sul dorso, ovvero la FORTITUDO, simbolo di Forza e Prestanza la cui glossa recita:
Ellefant son e uno castello ho per cargho / E non me inçenochio ni perdo uargho
(Elefante io sono ed un castello ho per cargo / E non mi inginocchio né perdo il mio carico)
La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni.

Una tigre o un leopardo che tiene una freccia con la zampa, che simboleggia la CELERITAS ovvero la velocità con cui deve agire l'uomo d'arme:
Yo tigro tanto son presto a corer e uoltare / Che la sagita del cello non me po avancare
(Io tigre sono veloce a correre e voltare / Che la freccia del cielo non mi può superare)

Ed infine la Lince (chiamata nel trattato “lupo cervino”) simbolo di PRUDENTIA che tiene un sestante, così a ricordare la "misura" che deve applicare l'uomo d'arme nell'agire:
Meio de mi’louo ceruino non uede creatura / E aquello meto sempre a sesto e mesura
(Meglio di me lupo cervino non vede creatura / E con quello metto sempre a sestante e misura)
La Prudenza, insieme alla Fortezza, è una delle quattro virtù cardinali e rappresenta la capacità di discernimento del bene dal male, il vero falso, il giusto dallo sbagliato. L’uomo che governa la Prudenza è in grado di perseguire i propri obbiettivi con concretezza e realismo, senza condizionamenti e senza titubanze.



LA REALIZZAZIONE (testo Ezio Zanini)

Il bastone è stato realizzato grazie a tecniche miste di tornitura, scultura ed intaglio.
Appena sbozzata la forma cilindrica e le modanature alle estremità dell'impugnatura ci siamo subito occupati di realizzare, mediante intaglio, il torciglione che caratterizza il manico del bastone. Solo una volta finito questo particolare si sono potute ricavare le proporzioni delle varie parti del lavoro.

Il passo del torciglione è stato impostato in modo da fornire una funzione ergonomica nell'ipotetico punto di presa. Una volta segnata la forma a spirale si è proceduto all'intaglio del torciglione. Esso ci ha fornito il pretesto per inserire,  tra i dettagli, due spire di drago che si attorcigliano lungo il manico. 

Abbiamo intagliato le scaglie della pelle del drago, sulle due spire, con direzioni contrapposte in modo che un avvolgimento desse l'idea di un movimento ascensionale, mentre l'altro sembrasse scendere lungo il bastone. Le due direzioni idealmente ricordano l'andamento della ruota della fortuna che simboleggia l'alternanza continua della benevolenza della sorte.

 

Sulle facce del poliedro, poste a scacchiera, abbiamo intagliato le figure, prese dal Flos Duellatorum, raffiguranti le quattro virtù: Prudenza, Celerità, Audacia e Forza.

Le due sfere alle estremità sono arricchite anch'esse di dettagli che le impreziosiscono. Quella inferiore porta incastonata una medaglia realizzata da Labortemporis (di Marco Di Sarò) raffigurante San Giorgio che sconfigge il drago, mentre quella superiore è stata scavata in modo da potersi aprire, mediante una filettatura intagliata a mano. Si potrà così svelare il suo prezioso contenuto: una reliquia, un dente di drago, che rievoca l'epico scontro tra il Drago di Selem e San Giorgio.
Questo dettaglio conferisce al premio un significato profondo, che va oltre la semplice competizione cavalleresca, evocando l’eterna lotta tra il bene e il male.

Tra le modanature abbiamo voluto inserire una forma a coppa., o fonte, un richiamo, anche questo, ai temi di abbondanza e fortuna.

Per diversificare e sottolineare la presenza di questi elementi simbolici si è scelto di usare finiture differenti per le varie parti: foglia oro per la pelle del drago, per le sfere e per la parte centrale delle modanature ed un effetto marmorizzato per le figure intagliate, per la coppa e per le modanature di raccordo. Si è scelto di realizzare l'impugnatura in rosso, colore spesso presente nell'iconografia coeva e che simboleggia il potere conferito dal possesso del bastone.

Finito il lavoro di scultura si è proceduto con la gessatura con gesso di Bologna, alla stesura del fondo, alla realizzazione delle parti pittoriche ed alla doratura con foglia metallica.

Il tutto è stato poi fissato da una mano di gommalacca naturale.

 

Ti potrebbe interessare

  • Sito Web
Come Partecipare

Il TORNEOINARMATURA è un evento che ricostruisce un TORNEO A PIEDI IN CAMPO CHIUSO in un periodo temporale compreso tra il 1450 e il 1480 ...

  • Sito Web
Promozione Turistica

Vi offriamo un modo diverso di fare promozione basato sulla CULTURA, sulla RICERCA STORICA e sulla VALORIZZAZIONE mirata della location

  • Sito Web
Introduzione all'evento

Il torneo nella seconda metà del XV° secolo si è evoluto da esercizio di arte cavalleresca e coraggio a rappresentazione ed affermazione del proprio status sociale.

PROPONI LA TUA LOCATION