La testa del Drago ancora Morde

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Un elmo all’eroica del XV secolo

A cura di Alberto Dalla Valle e Giovanni Sartori

La realizzazione del premio per l’edizione 2017 del Torneo in Armatura  ha rappresentato una vera e propria sfida che ha messo alla prova le nostre conoscenze non solo in campo artigianale ma anche in campo artistico.
Progettare un elmo all’eroica con tema drago infatti è stata una scommessa sia perché non esistevano reperti dai quali prendere spunto sia perché era estremamente facile commettere errori stilistici creando così un’opera non coeva con l’epoca scelta (seconda metà del XV secolo).

Progettazione e ricerca

L’esistenza di armature con tema all’eroica è ampiamente documentata nel XV secolo (e prima) da disegni, dipinti e persino sculture, in merito rimandiamo allo studio più che esaustivo effettuato da Stuart  W. Pyhrr e Josè A.Godoy 1.
Purtroppo per quanto riguarda i pezzi originali dell’epoca giunti fino a noi solamente un elmo, conservato al Metropolitan Museum of Art, che consiste in una barbuta ricoperta da una testa di leone in rame sbalzato e dorato2.
La barbuta appunto è stata la tipologia d’elmo scelta come “supporto” per la testa di drago3; questi elmi sono forse i più longevi rappresentanti della moda di porre decorazioni in leghe di rame sul coppo. Pur essendo una tipologia tipica del XV secolo, la barbuta è stata infatti utilizzata come elmo da parata quasi fino all’800 soprattutto in area veneta4.
C’è inoltre da precisare che per la cultura e l’immaginario umanista la barbuta, assieme ad altre armi ed armature, hanno rappresentato un trait d’union con il mondo classico; l’uomo del rinascimento vedeva infatti nella barbuta l’elmo corinzio degli opliti.  
Per quanto riguarda il design del drago, ci si è rifatti soprattutto all’iconografia dell’epoca oltre che ad un alcuni cimieri giunti fino a noi5.
Una volta scelta la tipologia di elmo ed avendo studiato a fondo l’iconografia, si è passati alla realizzazione di bozzetti, disegni e di un modello in scala 1:1 per poter capire come sviluppare la testa in bronzo nel migliore dei modi.


 

 

Realizzazione

La barbuta è stata realizzata a partire da una lamiera in ferro dolce ( disco da 600mm di diametro per 3mm spessore in Fe360)  tramite la tecnica tradizionale dell’imbutitura a caldo che consente sagomare il coppo in pezzo unico.
Una volta completata la fase di forgiatura l’elmo è stato dapprima spianato e lucidato a mano e poi brunito a fuoco con olio di lino cotto.
Per quanto riguarda la testa del drago, essa si compone di 4 pezzi distinti poi saldati fra loro a stagno e rivettati sull’elmo. Il materiale scelto è bronzo (lastra da 1mm di spessore) che ben rappresenta per fattezze e composizione le leghe di rame medievali.
Per dare la forma ai vari componenti essi sono stati dapprima sagomati, sempre tramite imbutitura, sui volumi dell’elmo.
Sono stati quindi sbalzati e spianati con pece e bulini ed infine decorati con lime e ceselli.
Per far risaltare le incisioni, esse sono state patinate mentre le parti in rilievo sono state lucidate a mano tramite lime, carta vetrata e pagliette.

Note

1) Stuart W. Pyhrr et Josè A.Godoy. Heroic armour of Italian Renaissance: Filippo Negroli and his contemporaries, The Metropolitan Museum of Art, Distributed by Harry H. Abrams, Inc., New York, 1998.

2) Metropolitan Museum (New York), n°inv. 23.141.

3) Il modello scelto è una barbuta conservata all’Armeria Reale d Torino e datata 1470 .

4) Alcuni esempi:
-Bozzetto per una medaglia ad opera del Pisanello (Antonio di Puccio Pisano), datato 1448-50, che raffigura Alfonso V d’Aragona assieme ad una barbuta aperta guarnita con la simbologia famigliare. Musée du Louvre (Paris).
-Elmo del capitano del Popolo, sec XV-XVI. Museo Civico di Siena (Siena).

5)Alcuni esempi:
-San Giorgio e il drago, 1456 circa, olio su tela, Paolo Uccello. National Gallery (London), n°inv. NG6294.
-Cimiero in lega di rame sbalzata, seconda metà del XV sec. Museo statale d'arte medievale e moderna (Arezzo).
- Araldica di Federico di Aragona. BNF (Paris) Ms Latin 10532.

 

Maio d'Azzal

In veneto antico Maio D’Azzal significa Martello d’Acciaio e questo legare simbolicamente il nostro gruppo (nato nel 2006) con la tradizione che cerchiamo di perpetrare. Siamo specializzati quindi nella produzione di armi ed armature medievali e rinascimentali con particolare attenzione alla scuola italiana. Attraverso lo studio sistematico sia di fonti scritte che iconografiche e il confronto con i reperti conservati nei musei, miriamo alla realizzazione delle nostre opere unicamente con tecniche originali e documentate. Abbiamo infatti visitato diversi musei sia italiani che esteri e potuto misurare e fotografare armi originali conservati in essi e in collezioni private. Negli anni abbiamo anche studiato magli e fucine antiche e partecipato attivamente al loro mantenimento comprendendo l’enorme valore che questi luoghi hanno per noi. Al momento abbiamo in gestione un’antica fucina del XVI sec. a Bienno in Valcamonica che teniamo in attività quale museo e luogo di didattica.